Come aumentare il traffico del tuo sito?

Mi chiamo Daniele Novelli Casarelli

Mi occupo di ottimizzare il sito web che già possiedi ma non riesci a sfruttare per avere più clienti, oppure ti affianco nella creazione di un sito nuovo, creato affinché possa essere utilizzato come fosse un tuo collaboratore online.

Che differenza c’è tra il mio lavoro e quello di una “classica” Web Agency che crea siti web? Semplicemente l’orientamento a creare un progetto (o rivoluzionarne uno già in essere) non solo bello a vedersi, ma anche funzionale allo scopo.

Chi sono

Dopo più di un decennio passato a svolgere incarichi in ambito marketing e commerciale in aziende multinazionali modernamente organizzate, gestendo sia clienti della grande distribuzione sia l’intera forza vendite, scopro ed approfondisco il mondo del web marketing. In particolar modo la SEO (Search Engine Optimization) e la sua applicazione per lo sviluppo del business delle PMI.

Parlano di me

40 +
Siti creati e ottimizzati SEO
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20 +
Collaborazioni

Cosa occorre conoscere per creare un blog che generi traffico e quindi guadagni?

In molti pensano che creare un blog per iniziare a guadagnare su internet sia una cosa facile, da ragazzi, in pratica un qualcosa a cui dedicarsi nei ritagli di tempo o come passatempo.

In realtà, vendere sul web, richiede la stessa impostazione ed impegno di vendere offline.

Oltre al calvario della burocrazia italiana, in cui ci si infila quando decidiamo di aprire una qualsiasi attività fisica, pensiamo all’impegno in termini di risorse monetarie, di tempo, di impegno sia necessario per far decollare l’impresa.

Se non ricordo male, fino a poco tempo fa, si diceva che il ritorno economico per un’attività doveva essere previsto intorno al quarto anno di attività……prima di rientrare dell’investimento iniziale ed iniziare a guadagnare qualcosa dovevano passare almeno quattro anni…..

Online perché dovrebbe essere diverso?Perché non paghi l’oneroso affitto del locale in centro città? o perché non hai sulle spalle le tasse relative all’insegna luminosa sopra il locale?

Guarda che non sei il primo che scopre internet e la possibilità di arrivare a migliaia di persone in tutta la nazione o, se vuoi, tutto il mondo. La concorrenza c’è.

Quindi calma e sangue freddo. Prima capisci ed impari come muoverti, prima puoi iniziare la strada della tua presenza online.

Prima di tutto chiariamo bene una cosa, ad oggi, il miglior modo per essere presenti su internet e quindi farsi conoscere, acquistare fiducia degli utenti/clienti e vendere è creare un blog.

Anche se vuoi costruire il migliore degli e-commerce vendendo cose esclusive e uniche, se vuoi avere traffico qualificato e duraturo, devi aver collegato al tuo negozio online un blog, ed anche fatto bene!

Andiamo, quindi, a vedere che nozioni devi assolutamente apprendere per iniziare al meglio a costruire il tuo futuro online.

La prima cosa che devi imparare è la SEO, per impostare da subito il blog nel momento della creazione, sin dal momento che andrai a decidere che tipo di permalink utilizzare.

La seconda cosa è conoscere la SEM, approfondendo la Facebook ADS e la Google ADS, perché mentre attendi che la SEO faccia quello che si si aspetti, cioè posizionarti organicamente sulle pagine dei motori di ricerca, le varie forme di pubblicità ti aiuteranno ad avere da subito traffico qualificato.

Infine devi conoscere le basi del Copywriting persuasivo, che ti permetteranno di scrivere, o far scrivere ad altri per te, testi che invoglieranno l’utente ad acquistare il tuo prodotto o servizio.

Bene, adesso che hai una idea dell’insieme delle cose che è necessario conoscere per avere successo, andiamo a sviscerarle una per una e vediamo come fare per apprenderle nel migliore nei modi ed il più in fretta possibile.

La SEO

SEO è la parola più importante e, allo stesso tempo, la più misteriosa e complessa per chiunque si occupi di un sito web. 

SEO non è altro che l’acronimo della frase inglese Search Engine Optimization che in italiano significa ottimizzazione per i motori di ricerca: costituisce il fattore principale di posizionamento di un sito in un motore di ricerca (anche se in genere si parla di SEO per Google, essendo questo il motore di ricerca più importanti, queste regole valgono anche per altri motori). 

Quando vogliamo ricercare qualcosa su Google – che sia un’informazione, un posto, un prodotto – noi digitiamo delle parole o una frase all’interno della stringa di ricerca e ci compaiono dei risultati, su diverse pagine.

Il posizionamento di un sito per una certa parola o frase chiave, in una certa posizione (nella prima o ultima pagina di Google) dipende proprio dalla SEO. 

La SEO quindi consiste in un complesso di attività di ottimizzazione di un sito web il cui scopo è quello di migliorare la posizione di un sito nei risultati organici di un motore di ricerca, che può essere Google ma anche Yahoo!, Bing e via dicendo. 

Il processo di ottimizzazione SEO serve quindi per far comparire prima possibile nelle pagine del motore di ricerca un sito per una certa parola chiave, per avere più lettori, utenti, più interazioni e nel caso si tratti di vendita di prodotti e servizi, più fatturato. 

Per poter impostare la SEO bisogna tenere conto di diversi fattori che ora andremo a vedere.

Non potremo di certo concludere tutto il complesso argomento della SEO, che del resto è sempre in movimento, in poche pagine: chiunque sia interessato alla SEO di conseguenza è tenuto a studiare ed approfondire, se necessario per mezzo di un corso online, questo complesso ma interessante argomento indispensabile per poter creare e mantenere un sito online. 

Cos’é la SEO?

Abbiamo visto la definizione di SEO, ma praticamente in che cosa consiste? Se dovessimo declinare il senso della SEO in qualche punto pratico, esso consiste nei lavori di: 

Ottimizzazione teorica. In sostanza perché un sito sia ottimizzato SEO il motore di ricerca deve trovarlo e indicizzarlo. L’ottimizzazione lato SEO della struttura tecnica del sito riguarda il codice HTML, la struttura e l’albero dei contenuti e via dicendo. 

Creazione di contenuti di qualità. A lato dell’indicizzazione del sito, i contenuti testuali e di immagine o video di un sito devono essere ottimizzati SEO per poter essere rintracciati e posizionarsi.

Non solo: è importante anche che siano di alta qualità, perché se verranno apprezzati anche dagli utenti, Google ne terrà conto nel posizionamento del sito. 

Promozione per mezzo della seo off-site. Vedremo che esiste una SEO on site ed una off site che consiste sostanzialmente nel link building, ovvero nell’essere citati da parte di altri siti, il che è simbolo di autorevolezza e qualità dei contenuti ed è quindi un fattore importante per andare sempre più in alto nella lista dei siti (SERP). 

SEO e SEM

A latere della SEO si sente spesso anche parlare di SEM, un tema correlato altrettanto importante. Si tratta dell’acronimo di Search Engine Marketing, ovvero di marketing per mezzo dei motori di ricerca, e la SEM in senso ampio ‘incorpora’ la SEO.

Con la SEM è possibile anche sfruttare meccanismi di marketing dei social o dei motori di ricerca (il più noto senza dubbio è Google ADS). Una strategia SEM davvero completa è dotata anche di una strategia SEO a fianco delle pratiche di marketing che servono per spingere sempre più in alto un sito sui motori di ricerca e per migliorare le sue interazioni con gli utenti, in termini di quantità e di qualità. 

La SEO per Google: cosa è?

Le regole SEO sono create per cercare di migliorare il posizionamento sul motore di ricerca più importante: Google. 

Dato che Google è il motore di ricerca più importante al mondo, quello maggiormente usato, è del tutto naturale che le regole SEO siano create per cercare di tenere conto dell’algoritmo di Google, delle sue regole, dei suoi aggiornamenti e di quello che Google considera ok o ko nella sua gestione personale della SEO. 

Come sappiamo, Google ha diverse pagine: per ogni parola chiave cercata, ci sono quindi diverse posizioni in cui è possibile finire.

Più si è vicino alla prima pagina, maggiore è il lavoro SEO di qualità fatto, maggiori le interazioni con gli utenti (che infatti si limitano a ricercare i risultati, nella maggioranza dei casi, nelle prime tre pagine di Google). 

Quando si tratta di scegliere in che posizione mettere i siti secondo una certa keyword, Google usa degli algoritmi il cui funzionamento non è del tutto noto. 

Google scansiona il web con dei programmi, i crawler, alla ricerca dei contenuti. Questi programmi setacciano in continuazione il web premiando i contenuti di qualità e penalizzando quelli che giocano sporco o che scrivono contenuti duplicati e di scarsa qualità. 

Sulla base dei risultati di questo procedimento, Google indicizza i siti e poi effettua il posizionamento che dipende da una serie di fattori (non tutti noti) che per Google sono sostanzialmente rispetto delle regole SEO e qualità del contenuto.

Lo scopo di Google è uno solo: offrire all’utente la miglior esperienza, i contenuti ritenuti più di qualità rispetto alla parola chiave che sta cercando. 

L’utente, quando cerca su Google un risultato (es. ‘hotel economici a Genova’) si aspetta che vengano proposti dei risultai di qualità e pertinenti con la sua richiesta.

Ecco perché Google tiene in considerazione anche e soprattutto questo aspetto nelle sue regole SEO. Non conta solo l’aspetto tecnico della SEO, come vedremo, ma anche la qualità, l’originalità e la struttura tecnica stessa dei contenuti, nonché le citazioni (backlink) nel web. 

SEO on site e off site

Come abbiamo preannunciato, si distinguono due tipologie di SEO: quella on site e quella off site (detta anche SEO on page ed off page). 

La SEO on site consiste nell’attività SEO che viene effettuata all’interno di un sito: l’ottimizzazione del codice HTML, della struttura, l’ottimizzazione dei contenuti di testo (articoli, guide, notizie) e dei contenuti immagine e video tenendo conto delle parole chiave, ma anche altri fattori tecnici come la velocità del sito, l’avere o meno un sito che sia disponibile anche su dispositivi mobili, l’affidabilità del server, anzianità del dominio sono fattori di SEO on site

Si parla invece di SEO off site con riferimento alla SEO ‘esterna’ al sito. In genere, si fa riferimento ai c.d. backlink, ovvero a dei link su siti diversi da quello di riferimento che rimandano al proprio sito. Questo è un segno di affidabilità per Google: il fatto di essere citati da altri siti web infatti garantirebbe che l’articolo citato è di esempio, è di qualità, e via dicendo.

Attenzione però, la pratica del link building, che mira a cercare di ottenere link da altri siti a pagamento, è considerata male da Google e può dare adito a delle pesanti penalizzazioni. Le penalizzazioni SEO sono molto pericolose e per questo è necessario cercare di fare SEO in modo pulito. 

SEO

SEO

SEO on site e SEO copywriting

L’ottimizzazione del sito con la SEO on page consiste nella gestione corretta del codice sorgente HTML, che è quello che viene letto dal browser, e del tag title. Bisogna anche curare il testo, sia lato SEO che nei grassetti e paragrafi, la meta tag description (che non incide direttamente sulla SEO ma che è importante per poter spingere le persone a fare click sul vostro contenuto e magari non su quello di un concorrente).

Vanno curati i Tag Heading H1, H2 e via dicendo che servono per strutturare il testo. Non dimentichiamo che Google guarda molto alla qualità del contenuto, spesso infatti si dice che per la SEO ‘Content is the king’ ovvero il contenuto è ciò che davvero influisce sul posizionamento. Sì quindi a contenuti di qualità che siano originali, scritti bene e senza errori, senza duplicazioni, possibilmente lunghi e formattati bene.

I contenuti che durano nel tempo e che vengono aggiornati al bisogno e quelli che forniscono un valore reale per l’utente sono quelli che Google gradisce (e premia) di più lato SEO.

In questo caso si parla di SEO copywriting (insieme al Copywriting Persuasivo….)che è uno dei fattori fondamentali per poter migliorare il posizionamento di un sito nei motori di ricerca.

I contenuti sono il cuore della SEO, e Google riesce a leggere i contenuti testuali, a capirne il significato ed anche ad attribuire ai testi un punteggio a seconda della loro leggibilità, coerenza, correttezza e pertinenza rispetto alla frase o parola chiave cercata.

Ecco perché il contenuto è sempre il cuore della SEO Google in quanto influisce direttamente sull’esperienza utente e sulla qualità della stessa.

I punti principali della SEO

Ma quali sono i punti principiali ai quali un SEO specialist fa riferimento quando deve impostare una strategia SEO? Ce ne sono di diversi, e quelli più importanti in assoluto sono le parole chiave. 

La parola chiave è quella che un utente inserisce su Google quando ricerca un prodotto, servizio o informazione. I siti vanno quindi ottimizzati secondo le singole parole chiave in modo da comparire fra i primi quando un utente effettua una ricerca. 

Ovviamente le parole chiave possono avere una concorrenza più o meno alta, a seconda. Alcune (come ‘hotel a Roma’) hanno una concorrenza altissima, sono troppo generiche e di conseguenza è sconsigliato cercare di indicizzare un sito tenendo conto di queste keyword che hanno a che vedere con una concorrenza troppo elevata.

Meglio cercare delle parole più di nicchia per avere traffico sul sito

Meglio scegliere un numero maggiore di parole chiave specifiche e più di nicchia che poche generiche, se si cerca di indicizzare al meglio un contenuto.

La strategia SEO per le parole chiave, che è una delle più importanti in assoluto per posizionarsi, viene studiata dai SEO Specialist con grande attenzione usando anche strumenti e software per ricercare sinonimi, parole chiave meno usate e via dicendo. 

Ma come scegliere il consulente SEO??? Te lo dice direttamente Google!!!—->>> Guarda a questo Link

Penalizzazioni SEO: che cosa sono 

Un vero SEO specialist ha paura innanzitutto delle penalizzazioni SEO, che sono delle penalità che Google infligge ai siti che non rispettano le regole. 

In sostanza, se si cerca in modo fraudolento e violando il principio supremo di Google (quello della qualità dell’esperienza dell’utente) ad arrivare in cima alla SERP, si rischia una pesante penalizzazione. 

Gli algoritmi di Google sono sempre più raffinati e quindi riescono quasi sempre a scovare i siti che hanno usato tecniche SEO truffaldine per cercare di migliorare il loro posizionamento. 

Una penalizzazione SEO può essere quella della perdita dell’indicizzazione, oppure della perdita della posizione, del ban del sito: si tratta di penalità spesso pesanti che richiedono un lavoro di mesi o anni per migliorare di nuovo e riconquistarsi un posto nella SERP.  

Le tecniche di SEO black-hat sono quelle che comportano delle penalità anche pesanti da parte di Google.

Le tipologie di penalizzazione SEO possono essere diverse. Quelle tipiche usate da Google sono:

Eliminazione manuale del sito. In questo caso il sito sparisce dall’indicizzazione Google e non lo trovate più. Si tratta di una penalità grave che in genere viene comminata per lo spam che viene generato dagli utenti, oppure per link non naturali (come dicevamo, si tratta del caso di link building innaturale, a pagamento, incoerente). Può avvenire anche nel caso di siti con contenuti non originali, duplicati, o privi di valore per l’utente, pagine automatiche, copia di contenuti di altri siti (considerato molto grande da Google), comandi di re-indirizzamento non ammessi, o la pratica del black Hat che consisteva nello scrivere una quantità enorme di parole chiave nel fondo del sito, che poi, rese dello stesso colore dello sfondo, diventavano invisibili. In questo modo si cercava di manipolare i motori di ricerca per posizionarsi in alto. 
In genere quando si subisce la rimozione manuale del sito è Google stesso che indica come fare per riparare a questa punizione.

Penalizzazione automatica. In questo caso, a differenza di quello appena visto, non è una persona fisica che si occupa di penalizzare il sito ma l’algoritmo di Google. Se notate che i dati del traffico organico su Google Analytics sono completamente crollati, potreste essere stati vittima della penalizzazione.

Per cercare di recuperare da una penalizzazione può essere indispensabile rivolgersi ad un SEO specialist che, una volta individuate tutte le mancanze del sito, potrà aiutarvi a ricreare una strategia di SEO pulita per conquistarsi senza rischi una posizione migliore nei motori di ricerca.

Cosa è il copywriting persuasivo

La tecnica di scrivere per persuadere, per convincere, e per vendere, è spesso nota con il nome di copywriting persuasivo. Con questo termine si fa riferimento ad uno stile di scrittura che utilizza un particolare metodo per coinvolgere il più possibile (ed ovviamente per convincere, in genere per finalità commerciali) chi legge. 

Persuadere serve, evidentemente, per ottenere un certo tipo di vantaggio concreto: vendere qualcosa, ad esempio, aumentare follower sui social, per poi comunicarci magari tramite Chat Bot,  e via dicendo. Insomma, serve per ottenere o per far ottenere un vantaggio. 

Persuadere non è semplice, al mondo ci sono ben 1,3 miliardi di siti web e attirare l’attenzione dei lettori di conseguenza può essere complesso. Ma sapersi distinguere è allo stesso tempo fondamentale (davvero) perché permette, ad esempio, di vendere, orientare comportamenti e di mantenere l’attenzione alta. 

Chi si occupa di questo lavoro? Il copywriter, che è una figura professionale che per lavoro elabora delle strategie di comunicazione e le traduce in realtà (ovvero, in lettera), scrivendo testi, annunci, e via dicendo. Testi che possono avere valenza informativa o più pubblicitaria ma che sono sempre pensati per attirare, per informare, persuadere e per farsi trovare facilmente sul web, grazie alla SEO

Per scalare la SERP bisogna quindi cercare di creare contenuti di qualità seguendo le regole del copywriting persuasivo che è un tipo di copywriting, come vedremo, dall’anima spiccatamente pubblicitaria.

Il suo scopo infatti è quello di cercare di convincere le persone a fare o comprare qualcosa, orientando di conseguenza il loro comportamento, e via dicendo. Per fare ciò bisogna saper scrivere bene e in un certo modo, per cercare di emozionare, convincere, e dimostrare al lettore un qualcosa di particolare. 

Andiamo quindi alla scoperta del copywriting persuasivo per capire che cosa è questo stile di scrittura, come si usa per catturare l’attenzione dei lettori ed in che modo può essere utile per un brand o per un prodotto/servizio. 

Cosa è il copywriting persuasivo e come funziona 

Il copywriting persuasivo è insomma una scrittura particolare, potente, in grado di stimolare azioni concrete nel mondo e di aumentare i profitti, vendere un prodotto, o un servizio o via dicendo. Quindi è a metà strada fra il copywriting e la pubblicità vera e propria.

Non parliamo di manipolazione, sia chiaro: si tratta di una vera e propria arte, un mix fra scrittura e psicologia che serve per convincere, orientare comportamenti, e fare marketing in poche parole. Usando le parole, per fare pubblicità e per convincere le altre persone. 

Ma a che cosa serve di concreto questo stile di scrittura, dove si usa ed insomma: cosa è (e cosa non è) copywriting persuasivo oggi? Come si può imparare? 

Cerchiamo di capire meglio in che cosa consiste questa tecnica di scrittura, a cosa serve e chi la usa (per cosa). 

Definizione di copywriting persuasivo? 

Rispondere a questa domanda potrebbe non essere facile. 

Il termine copywriter nasce nel settore del giornalismo: era colui che pubblicava gli annunci, vale a dire un pubblicitario. Oggi però il copywriter è colui che scrive contenuti, di diverso tipo: chi si occupa di copywriting persuasivo deve conoscere abbastanza bene la mente umana, i suoi desideri, il funzionamento, perché il fondamento di queste tecniche è sempre la psicologia. 

Cominciamo col dire che il copywriting persuasivo è una tecnica di vendita: quindi, è una modalità di scrittura pensata per vendere, per catturare l’attenzione dell’utente, coinvolgerlo e spingerlo ad una azione (può essere anche solo l’aumentare le visite in una pagina, i clic, oppure compiere un’azione, comprare qualcosa, mettere like e via dicendo). 

Scopo delle varie tecniche (non ne esiste solo una) di copywriting persuasivo è quello quindi di attirare l’attenzione del lettore in mezzo ad una giungla di contenuti, di spingerlo dalla propria parte, e usare i suoi desideri (ed anche un po’ di psicologia) per convincerlo a fare qualcosa. 

La psicologia, quindi, è fondamento della pubblicità e di conseguenza anche del copywriting persuasivo che ne fa largo uso per spingere le persone a fare qualcosa, catturando l’interesse di una certa fascia di lettori (target) e muovendoli verso uno scopo preciso

Le regole del copywriting persuasivo 

Il testo persuasivo serve per poter attirare i clienti, per convincerli a fare qualcosa (acquistare, comprare); per creare fiducia con clienti e lettori; per cercare di creare interesse e aggiornarli su prodotti o servizi che gli possono interessare. 

Il copywriting persuasivo deve innanzitutto creare dei testi che soddisfano i bisogni dell’utente al quale sono rivolti: ma non solo, deve trattarsi anche di un copywriting utile e non smaccatamente pubblicitario. 

Non bisogna, in poche parole, creare delle promesse che pi non si mantengono: è rischioso illudere i lettori perché altrimenti si rischia di perdere la fiducia. 

Di conseguenza testo persuasivo non significa eccessivamente pubblicitario e neppure irrealistico, bisogna anzi cercare di mantenersi sul piano della realtà per non esagerare. 

Nel copywriting persuasivo di conseguenza bisogna spiegare perché un certo prodotto/servizio possa essere utile all’utente, spingendo l’utente a fidarsi di noi. Come? Essendo sinceri, dettagliando, spiegando pregi e difetti e le caratteristiche del prodotto ed evitando quindi marchette (che vengono facilmente individuate). 

Ma non solo: bisogna anche saper gestire la scrittura emozionale. Perché il copywriting persuasivo è anche emozione, psicologia, sentimento: ecco perché oltre ad essere sincero, attirare l’attenzione, bisogna anche cercare di emozionare chi legge, di mettere accanto alle motivazioni razionali (che mai devono mancare) anche quelle emozionali che alla fine sono sempre alla base degli acquisti che facciamo. 

Sapete che le emozioni guidano l’80% circa delle decisioni che prendiamo? Ecco perché il copywriting persuasivo è anche molto, molto emozionale. 

Infine, il questa tecnica di copy funziona se dà una risposta ragionevole ed effettivamente utile all’utente, che sia una risposta che effettivamente ha senso. Anticipa il problema del lettore, spiegagli perché la tua è la soluzione perfetta, e fallo sia argomentando che usando l’emozione. 

Altre regole del copywriting persuasivo sono: 

  • Essere brevi. Per poter scrivere in maniera convincente non bisogna allungare il brodo. Il copywriting persuasivo mira a convincere con poche parole e senza girare attorno ai concetti altrimenti si rischia di non far passare il messaggio. 
  • Dire la propria opinione senza timore di offendere. Bisogna saper argomentare sempre un’opinione in maniera onesta, senza per questo pensare di offendere qualcuno. Quando si scrive in modo persuasivo, bisogna (anche) saper prendere e tenere una posizione senza timore di offendere nessuno. 
  • Segui le regole di formattazione. Ebbene sì, il copywriting persuasivo ha anche regole di formattazione, ad esempio quelle di inserire i grassetti e le liste puntate/numerate per cercare di rendere il testo più interessante, ordinato e di attirare l’attenzione del lettore sui punti principali  

 

I principi della persuasione: conoscerli per convincere

I principi psicologici della persuasione, che poi sono alla base anche del copywriting persuasivo, sono questi: 

  1. La reciprocità. In genere diamo a chi ci dà, tendiamo a ricambiare il favore, diciamo. La regola del contraccambio è nota in tutta l’umanità, quella di ricambiare un favore che ci viene fatto. Quindi, regalate piccole tips ed atti di gentilezza. 
  2. Regola della coerenza. In generale siamo propensi a comportarci in modo coerente con quello che diciamo agli altri. La psicologia lo dice: tendiamo a cercare di mantenere una certa coerenza fra parola e comportamento. 
  3. Simpatia. Sì il copywriting persuasivo si basa anche sulla simpatia: piacere alle persone è un buon passo per farsi ascoltare, del resto. 
  4. Autorità. La regola dell’autorità ci spinge a credere ed ascoltare una persona o una fonte che è ritenuta esperta nel settore (e che argomenta quello che dice).  
  5. Scarsità. Insinuare nella controparte l’idea che un prodotto o servizio è disponibile in pezzi limitati o per poco tempo funziona e permette effettivamente di rendere l’opportunità più desiderabile. 
copywriting persuasivo

copywriting persuasivo

Tre modelli di scrittura persuasiva concreti: ecco quali sono

Vogliamo farvi tre esempi concreti di copywriting persuasivo abbastanza diffusi nel settore. Si tratta di spunti che possono essere utili per impostare uno stile, adatto al tipo di comunicazione, che sia perfetto per voi.

Ricordiamo che ogni stile di copywriting persuasivo dovrebbe andare sempre di pari passo con una profonda conoscenza del target, ovvero del lettore tipo. Solo in questo modo saprete come colpirlo, come attirarlo, perché alla fine il centro del business e del vostro lavoro è proprio il lettore e sbagliare strategia di copywriting persuasivo potrebbe essere un errore fatale. 

Conoscere il target della scrittura persuasiva significa sapere chi vi legge (in media, ovviamente). Conoscere che titolo di studio ha, che lavoro fa, quanto guadagna, quanto è istruito, che approccio ha alla vita e quali sono i suoi interessi.

Se conoscete il target potete sempre colpire nel segno e avete diverse armi in più da usare nella scrittura persuasiva. Se non conoscete il vostro target, state sempre andando alla cieca (e ciò non è un bene). Detto questo vediamo tre modelli abbastanza pratici ed utili di scrittura persuasiva per capire come scrivere concretamente per convincere. 

  1. Opportunità, beneficio. Il copywriting persuasivo Questo tipo di scrittura evidenzia quali sono le opportunità di una certa scelta e cerca di entrare in empatia con il lettore, per cercare di catturare la sua attenzione. Dopo averlo fatto, promette un beneficio, che è il motivo per il quale il lettore prosegue nella lettura in quanto si aspetta qualcosa di importante: quello che sta cercando. 
  2. ‘Anche io avevo questo problema. Poi però…’. Questa tecnica di copywriting persuasivo convince il lettore che non è l’unico ad avere questo tipo di problema. Anche chi scrive l’ha già sperimentato ed è riuscito ad uscirne, ed ora spiega la sua esperienza, cosa ha fatto, cosa ha imparato. Questo tipo di copywriting persuasivo ovviamente è molto emozionale, coinvolge lo scrittore in prima persona e di conseguenza deve essere anche molto, molto convincente per non tradire la fiducia del lettore. 
  3. Problema, identificazione del problema e sua soluzione. I problemi non piacciono a nessuno e per questo questo stile di copywriting persuasivo è diffuso anche come strumento di marketing. La sequenza di scrittura segue questi step: prima si pone un problema, poi lo si contestualizza e infine si fornisce una soluzione. Un esempio concreto: ‘Sei stufo di non riuscire mai ad arrivare in prima pagina su Google? Vuoi far fare il passo che manca al tuo sito? Ci sono migliaia di webmaster nella tua situazione, ma c’è una soluzione semplice a questo problema’. E qui si dà la soluzione al problema identificato per il target. 

SEO e copywriting persuasivo: qualche consiglio utile

Non dimentichiamo la SEO, parliamo sempre di copywriting e quindi questo set di regole per il posizionamento web è sempre di fondamentale importanza (anche se non deve pregiudicare la lettura dell’articolo, la sua scorrevolezza o piacevolezza). 

La SEO ci dà una mano nel posizionamento del copywriting persuasivo. Come abbiamo visto è molto importante orientare il contenuto dell’articolo ma anche la SEO ovviamente è di fondamentale importanza. 

Utilizzate la link building per cercare di migliorare la SEO dell’articolo e dargli maggiore autorità, cercate di mediare fra parole chiave e ‘freschezza’ dei titoli. Attenzione, lo stile di scrittura è focale quando si parla di copywriting persuasivo e non vale la pena sacrificare lo stile di una frase o un titolo solo per piazzarci una parola chiave a tutti i costi, non ci starebbe bene. 

Seguite sempre le regole base dell’ottimizzazione SEO: scrittura del testo con parola chiave, meta title, meta description, H2, testo, sinonimi e variazioni semantiche nel testo, introdurre le call to action

Ricordate sempre che la scrittura persuasiva non deve mai e poi mai abusare dell’attenzione del lettore: la sospensione, il cliffhanger, e tutti gli stratagemmi che si usano per cercare di incollarlo alla pagina virtuale sono sempre da dosare con attenzione. 

Non tralasciate mai la SEO e la buona formattazione dell’articolo, ponendo la giusta attenzione a grassetti, paragrafi, e con frasi corte e concise senza mai forzare eccessivamente le parole chiave. 

Attenzione al tipo di parole che usate, al linguaggio ed alla grammatica (devono essere in linea con il target). E infine, ci vuole tanta pratica per diventare dei veri maestri della scrittura persuasiva: ma in questo modo saprete sicuramente scrivere dei testi che possono conquistare il lettore e convincerlo. 

Dicono di me

Daniele Novelli Casarelli progetta i vari livelli strategici che consentono ai contenuti giornalistici de Laredazione.net di raggiungere un numero crescente di lettori e di soggetti, sviluppando i nostri obiettivi di comunicazione e di sinergie.
Daniela Lo Conte
Direttore de "laredazione.net"